Escursioni

Ogliastro e Licosa

licosaLa Baia di Ogliastro e l’isolotto di Punta Licosa sono due tra le zone meglio conservate del Cilento costiero e costituiscono un vero e proprio caposaldo per la storia ambientalistica italiana. Gradevolissima in barca l’escursione sull’isola di Licosa (Leucosia) o a piedi nell’immensa tenuta verdeggiante, in uno scenario incantato di Pinus Alepensis, la pianta sacra dei Fenici che probabilmente la importarono e qui cresce spontanea, di secolari Pinus Pinea, coltivazioni di ulivo, di vite e cespugli di macchia mediterranea. Il fascino del posto è arricchito dalla suggestione del mito della Sirena Leucosia, che nella leggenda, ivi scomparve nel mare.

 

Affondatore di Vallivona

vallivonaL’Affondatore di Vallivona, uno dei fenomeni carsici più importanti del meridione d’Italia, si trova sul versante sud occidentale del monte Cervati ad una quota di 1100 m/sm. Era una grotta di attraversamento che raccoglieva le acque d’alta quota che, scorrendo sul flysh miocenico presente, raggiungevano il portale nel quale si inabissavano per riaffiorare a Varco la Peta e Montemenzano. Questo corso d’acqua era in realtà l’alta via del Bussento che ha lasciato traccia del suo percorso nei condotti fossili posti al di sopra di quelli attivi. Negli anni ’70 vengono costruiti una diga ed una galleria artificiale lunga circa 200 m, per drenarne le acque, e dalla quale si accede all’area.

 

Badia di Pattano

pattanoUn’eccezionale testimonianza della presenza dei monaci greco–orientali nel Cilento è rappresentata dall’Abbazia di Santa Maria di Pattano, fra i più antichi e meglio conservati cenobi italo–greci. Il complesso è costituito dalla Chiesa di Santa Maria, dal campanile, da alcuni edifici conventuali e dalla splendida Cappella di San Filadelfo che ancora conserva affreschi bizantini di straordinario interesse. In quest’ultima fu ritrovata la singolare statua lignea di S. Filadelfo, dal caratteristico volto allungato, esposta nel Museo Diocesano a Vallo della Lucania.
Periodo consigliato: tutto l’anno

 

 

Nelle viscere della Terra. Morigerati e la grotta del Bussento

morigerati2Il fiume Bussento che nasce dal versante meridionale del Monte Cervati, in prossimità di Caselle in Pittari si inabissa in un colossale inghiottitoio per riapparire, dopo aver percorso il suo viaggio misterioso nelle viscere della terra, pochi chilometri più a sud, sotto l’abitato di Morigerati. L’intera zona offre uno degli spettacoli più belli e di maggior richiamo naturalistico del Parco. La passeggiata inizia da Morigerati con una bellissima mulattiera lastricata in pietra ed in parte scavata nella roccia che, dopo una serie di tornanti in discesa, porta fino all’ingresso della grotta. Da qui si entra con una stretta scaletta in pietra e si oltrepassa il profondo e spettacolare canyon, scavato dal fiume, con due ponticelli in legno. All’esterno, poi, il fiume offre delle suggestive vedute lungo la gola, dove acque limpide e fresche formano scorrendo tra profonde e suggestive pozze, rapide e cascate. Tutta la zona per la sua straordinaria bellezza paesaggistica e naturalistica merita una sosta prolungata.

 

partenza: Morigerati
arrivo: Morigerati
periodo consigliato: primavera – autunno
interesse: storia natura fauna flora
tempo di percorrenza: 1 h 30
lunghezza: 1km
difficoltà: T
quota iniziale: 272
quota intermedia: 142m
quota finale: 272m
dislivello: 130m

Tra la sacralità del monte . L’antico sentiero dei pellegrini da Novi Velia al Monte Gelbison

gelbisonLaddove il Monte è Sacro, laddove è presente uno dei santuari più visitati di tutta la Campania, il Santuario della Madonna di Novi, c’è la possibilità di percorrere uno dei tanti sentieri, il più significativo, che conduce sulla vetta del Monte Gelbison. Già, Gelbison, che in arabo significa “Montagna dell’Idolo”, perché questa montagna è sacra già prima che i Monaci Basiliani nel X sec. fondassero questo santuario sulla vetta. La sacralità dei luoghi si avverte già all’imbocco del sentiero dove tra la folta e suggestiva vegetazione il torrente Torna scorre saltellando qua e là tra i massi di arenarie formando una successione di pozze e cascatelle. La si tocca anche alla “Sorgente di Fiumefreddo” dove un’acqua sempre limpida e fresca sgorga presso un’effigie della Vergine. Una sacralità che si percepisce, inoltre, nelle parti alte del sentiero quando due grosse cataste di pietre con una croce sommitale, i cosiddetti “Monti di Pietà” ci ricordano la forte devozione delle antiche genti.

partenza: Novi Velia
arrivo: Novi Velia
periodo consigliato: Aprile, Ottobre
interesse: Religione, geologia, panorama, natura
tempo di percorrenza: 8 ore h 00
lunghezza: 7 km
difficoltà: E
quota iniziale: 648
quota finale: 1706m
dislivello: 1058m
Le Perle del Cilento, Le grotte e il centro storico di Castelcivita

grotte castelcivitaLe grotte mostrano un incantevole paesaggio sotterraneo. La forza dell’erosione carsica sui calcari del Cretacico superiore è qui documentata con tutta la sua maestosa potenza. Reperti fossili testimoniano che le grotte costituiscono un primo e sicuro rifugio per l’uomo del Paleolitico superiore (circa (40.000 mila anni fa). Esse sono un susseguirsi di gallerie, saloni, strettoie e pozzi che danno vita a forme uniche nel loro genere: la sala del castello, la sala del coccodrillo, la sala degli ortaggi, la Pagoda, sono solo alcuni esempi. Simbolo del paese è una torre di avvistamento costruita alla fine del XIII secolo. Nel centro storico, si possono ammirare inoltre, interessanti portali in pietra, si incontrano antiche chiese e conventi e i ruderi dell’antico castello.

partenza: piazzale ingresso grotte
arrivo: al termine del secondo chilometro
periodo consigliato: tutto l’anno
interesse: archeologia, geologia
tempo di percorrenza: 1h00 h 00
lunghezza: 2 kmkm
difficoltà: T
quota iniziale: 53 m
quota finale: 94 m
dislivello: 41 m

Nel regno della Lontra. Le Gole del fiume Calore

lontraÈ la signora dei fiumi. E’ la regina incontrastata delle acque limpide. E’ la lontra. Questo simpatico mustelide ha trovato una calorosa ospitalità negli ambienti fluviali del Parco e, in particolar modo nel fiume Calore. Questo, per la sua bellezza e per la suggestione dei luoghi che attraversa è il “Fiume Principe” del Parco. Tra i paesi di Felitto e Magliano Nuovo, poi, raggiunge l’apice della sua spettacolarità. Qui il Calore va ad infiltrarsi tra pareti rocciose, acclivi che ricadono direttamente nel letto fluviale quasi volessero imprigionarlo e lo scorrere turbolento delle sue acque dopo migliaia di anni ha scolpito nella roccia tante “opere d’arte”: marmitte dei giganti, campi carreggiati, conche laterali. E “Madre Natura”, non ancora contenta di tanta bellezza ha completato la sua opera con una folta vegetazione che durante l’anno lo arricchisce con una molteplicità di colori. Nel corso delle epoche passate le antiche genti locali hanno lasciato tracce indelebili della loro civiltà: i due stupendi ponti medievali a schiena d’asino.

partenza: Felitto loc. Remolino
arrivo: Magliano nuovo
periodo consigliato: primavera, autunno
interesse: geologia, natura
tempo di percorrenza: 5h00 h 00
lunghezza: 8 km (A/R)km
difficoltà: E
quota iniziale: 235 m
quota finale: 700 m
dislivello: 465 m

 

 

C’era una volta il mare. Da Velia a Punta di Telegrafo.

velia2Quando gli ultimi dinosauri stavano per scomparire, in fondo al mare iniziarono a depositarsi i primi sedimenti che avrebbero dato origine alle rocce che oggi formano la scogliera di Punta del Telegrafo, ben 65 milioni di anni fa. Per milioni di anni i sedimenti continuarono ad accumularsi e a sovrapporsi, fino a quando le immani forze tettoniche li spinsero fuori dall’acqua comprimendoli e ripiegandoli: come Venere dal mare era nato il Cilento. Dal mare arrivarono anche i Focei, fondatori di Elea, che ben presto, divenne faro di cultura e civiltà per l’intero mondo occidentale. Attratti dalla bellezza dell luogo e dagli approdi naturali, i Focei si insediarono presso una sorgente che consacrarono alla ninfa Yele, da cui derivò il nome dell’antica e rinomata città di Elea. Il quartiere meridionale con i resti del porto, il pozzo sacro le terme romane e, più in altro, l’anfiteatro, la chiesa paleocristiana, la torre angioina e Porta Rosa, ripercorrono i tanti secoli di splendore che ha vissuto questo territorio.

partenza: Agropoli
arrivo: Agropoli
periodo consigliato: primavera – estate
interesse: archeologia storia e flora
tempo di percorrenza: 1h30 h 00
lunghezza: 2 Km A/R km
difficoltà: T
quota iniziale: 0 m
quota finale: 10 m
dislivello: zero

 

Nel cuore della terra e della memoria. La gola del torrente Sammaro e Roscigno vecchia

sammaroScendere nella gola del Sammaro è come entrare nelle viscere della terra, da dove invece che fuoco sgorga acqua limpida e fresca che leviga le rocce calcaree del fondo del torrente rendendole candide e scivolose. Lo spettacolo è sublime nella sua selvaggia bellezza ed offre sensazioni irripetibili. Altrettanto irripetibile è il fascino irradiato dal borgo fantasma di Roscigno Vecchio, abbandonato circa un secolo fa, che ora torna ad animarsi, grazie al rinnovato interesse per la cultura e le radici delle genti cimentane, le cui memorie e testimonianze sono accuratamente e gelosamente custodite nel piccolo museo etnografico allestito nel paese, la piazza antistante la chiesa, la fontana circolare in pietra e l’intero borgo, sembra un grande palcoscenico che attende con impazienza chi può farlo rivivere anche solo per un’ora.

partenza: Sacco
arrivo: Gola e risorgenza del Sammaro
periodo consigliato: primavera, autunno
interesse: archeologia, geologia
tempo di percorrenza: 2h00 A/R h 00
lunghezza: 2 km
difficoltà: E
quota iniziale: 300 m
quota finale: 700 m
dislivello: 400 m

Il Monte Cilento. Monte della Stella e Rocca cilento

montestellaIl nome che oggi designa il territorio del parco ha avuto la sua origine proprio sulla montagna che oggi è conosciuta come Monte della Stella. Oggi, come in passato, è considerata un punto particolarmente favorevole per il controllo della costa cilentana e del tratto di mare antistante ad essa. Nel XII secolo le fortificazioni costruite sulla montagna perdono di importanza a beneficio di uno dei centri sorti lungo i suoi crinali. Il castello ivi costruito è ancora ben conservato e testimonia l’epopea feudale dei Sanseverino, durata fino al 1552. Desta fascino anche la restante parte dell’abitato del paese, che proprio in perfetta armonia con il castello, conserva ancora quell’antica colorazione tipica delle abitazioni cimentane.

partenza: Omignano
arrivo: Monte Stella
periodo consigliato: primavera – autunno
interesse: storia, panorama
tempo di percorrenza: 2h00 h 00
lunghezza: 3,6 km
difficoltà: E
quota iniziale: 431m
quota finale: 1131 m
dislivello: 700 m

 

Back to Top