• Home
  • /
  • Prodotti tipici

Prodotti tipici

alicimenaica1fichi

mozzarella-nella-mortella

soppressata-di-gioi

E’ proprio qui che è nata la dieta mediterranea. Nel 1962, infatti, un biologo, fisiologo e nutrizionista dell’Università del Minnesota, Ancel Keys rimase affascinato dalla bassa incidenza di patologie cardiovascolari e di disturbi gastrointestinali della regione Campania e dell’isola di Creta. Lo studioso, fu promotore di uno studio pilota, si trasferì a Pioppi, una frazione del comune di Pollica, e dopo decenni di indagini giunse alla conclusione che l’alimentazione a base di pane, pasta, frutta, verdura, moltissimi legumi, olio extra-vergine di oliva, pesce e pochissima carne era la responsabile dello straordinario effetto benefico sulla popolazione locale. Questo tipo di alimentazione venne chiamata “Mediterranean Diet” e tutti i risultati dei suoi studi vennero tradotti, in forma divulgativa, nel famosissimo libro “Eat well and stay well”. Keys rimase a Pioppi per oltre 20 anni e morì, nel 2004, all’età di 100 anni. Lasciatevi rapire dagli innumerevoli sapori dei prodotti di questa terra, tanto preziosi ma al tempo stesso così semplici:

L’Olio extravergine di Oliva: la tradizione vuole che le prime piante di olivo nel Cilento fossero state introdotte dai coloni Focesi, una popolazione profuga di origine greca. Furono essi infatti ad introdurre la più antica varietà da olio locale, la Pisciottana (molto resistente ai venti salmastri della zona). E’ discretamente fluido e di colore giallo paglierino. Per essere ammesse alla produzione di olio DOP le olive devono essere raccolte rigorosamente a mano e molite entro 48 ore dalla raccolta.

Il Fico Bianco: Introdotto dai Greci nel VI secolo a.C, il fico bianco è diventato uno dei prodotti tipici più importanti del Cilento. Alimento pregiato, dalla buccia gialla e rugosa, lo si trova sia fresco che essiccato. Possono essere degustati al naturale oppure impaccati (ripieni di noci, mandorle, scorze di arancia o di limone, finocchietto o spicchi di mandarino). Da provare quelli ricoperti di cioccolato.

Le alici di Menaica: la menaica è una rete per la pesca del pesce azzurro, usata in passato anche dai Greci, che consente di selezionare le alici più grandi. Questo tipo di pesca viene ancora oggi praticata a Pisciotta da pochissimi pescatori. Le alici pescate, all’alba vengono pulite e disposte sotto sale in vasetti di terracotta.

La mozzarella di bufala di Paestum: la zona di Paestum è diventata la patria della dolce mozzarella salernitana, da contrapporre a quella casertana più salata. Prodotta con il 100% di latte di bufala, questi animali sono tenuti allo stato quasi brado e nutriti con fieno e erbe aromatiche del territorio.

La mozzarella “co’a mortedda”: Il mirto cresce spontaneo e florido nei boschi del Cilento. In passato, per trasportare la mozzarella e conservarla in modo ottimale, si usava avvolgerla nei rametti di mirto; da qui nasce molto probabilmente la mozzarella con la mortella. Il contatto con il mirto conferisce un sapore particolare, quasi erbaceo, ed un’acidità più pronunciata rispetto alla mozzarella classica.

La soppressata di Gioi: di colore rosso intenso, si presenta magra e compatta con al centro un lardello. E’ un prodotto antichissimo che prende il nome dal paese di Gioi nel quale viene prodotta durante la stagione fredda.

Il fagiolo di Controne: rinomato per le sue ottime qualità nutritive e per il suo delicatissimo sapore. La sua buccia sottile lo rende facilmente digeribile. Dall’aspetto piccolo e rotondo, è di colore bianchissimo, senza nessuna macchia.

Il Caciocavallo podolico: Il caciocavallo deve il proprio nome ad un tipo di vacca podolica, discendente dal “Bos Primigenius”. Si presenta con una crosta sottile, liscia con un colore che va dal bianco alabastro, nei più freschi, al giallo ambra. La pasta, di colore giallo intenso a stagionatura ultimata, è compatta, priva di occhiature e fessurazioni.

Il carciofo bianco di Pertosa: Le particolarità del Bianco di Pertosa sono numerose, ma su tutte vanno segnalate la resistenza alle basse temperature, la colorazione tenue (un verdolino chiaro, quasi bianco), la dolcezza e la straordinaria delicatezza delle brattee interne. Caratteristiche che lo rendono un ottimo carciofo da mangiare crudo, magari in pinzimonio con l’olio extravergine di oliva della zona.

Alcuni piatti della Tradizione: – Lagane e Ceci – Fusilli con il ragù – Cavatielli con i fagioli – Ciccimmaretati – Pizza Cilentana – Foglie e patate

Back to Top